Cari genitori,
ci siamo!
Anche quest'anno siamo qui a proporvi il centro estivo in campagna per i vostri figli.
E anche quest'anno il luogo che ci ospiterà sarà il centro di educazione ambientale "la Confluenza", in via Capanne 11 ad Osimo, per capirci al fiume.
Il centro estivo è impostato seguendo i principi della pedagogia attiva ( Montessori, Freinet, Malaguzzi), delle esperienze delle scuole democratiche e sulla pedagogia della lumaca di Gianfranco Zavalloni.
Dentro una splendida cornice naturale i bambini avranno la possibilità di sperimentare i loro limiti e le loro possibilità, alla scoperta di se stessi e della loro individualità.
Il centro estivo è rivolto a bambini da 3 a 11 anni.
Per iscrizioni o informazioni ci trovate dall'11 al 31 maggio presso i locali dell'Associazione Lilliput ( giardini di Piazzanuova, Osimo) nei seguenti giorni:
- lunedì dalle 18:00 alle 19:30
- mercoledì dalle 18:00 alle 19:30
- giovedì dalle 14:30 alle 16:30.
Per chi si iscrive entro il 16 maggio è previsto uno sconto del 5%.
Per avere maggiori info e ricevere il regolamento è sufficiente inviare una mail a lilliput2009@hotmail.it, oppure chiamare il 3487855961
lunedì 27 aprile 2015
giovedì 2 aprile 2015
Pomeriggi liberatori
Dal 17 aprile a Serendipità partiranno i "Pomeriggi liberatori".
Tutti i venerdì dalle 15:00, Serendipità apre i battenti a tutti i bambini.
Partendo da pratiche democratiche, i pomeriggi verteranno sul contatto con la natura, la socializzazione e la libera espressione del sè e la creatività spontanea
Non si faranno compiti, lavoretti nè recite.
Si riscoprirà il tempo del gioco, della natura e degli esseri che la popolano.
Per info potete mandare una mail a lilliput2009@hotmail.it o chiamare il 3487855961
Tutti i venerdì dalle 15:00, Serendipità apre i battenti a tutti i bambini.
Partendo da pratiche democratiche, i pomeriggi verteranno sul contatto con la natura, la socializzazione e la libera espressione del sè e la creatività spontanea
Non si faranno compiti, lavoretti nè recite.
Si riscoprirà il tempo del gioco, della natura e degli esseri che la popolano.
Per info potete mandare una mail a lilliput2009@hotmail.it o chiamare il 3487855961
cuore pulsante
Stare in una scuola libertaria, non significa affatto assenza di regole, nè licenza di fare quello che si vuole in qualsiasi momento.
Significa imparare a modulare le proprie scelte in relazione agli altri.
Significa negoziare, ascoltare sè stessi e gli altri, in un processo continuo di confronto e relazione.
Ma soprattutto significa partecipare.
L'organo vitale della scuola libertaria diviene pertanto l'assemblea.
Nella nostra scuola esistono due livelli assembleari.
Quello dei bambini e quello degli adulti.
I bambini oltre a proporre e organizzare le giornate quotidiane, capita che facciano proposte più complesse ed elaborate, tipo girare un documentario, fare una gita, visitare una città che a loro interessa o organizzare un evento.
E capita che tra i bambini ce ne siano diversi appassionati di pesca e che questi propongano una gita al mare, per pescare naturalmente.
Si passa così alla seconda fase, quella di organizzazione vera e propria.
" Solo chi partecipa all'organizzazione può andare in gita" decidono.
E così eccoli in cerchio, con un segretario che appunta quello che viene deciso, riassumendolo in un cartellone a disposizione di tutti, corredato da disegni per permettere anche ai più piccoli di capire il frutto del lavoro in maniera didascalica.
Si parla di dove andare, di cosa portare e di come fare con i trasporti.
Si usano pezzetti lego e basi per capire come organizzare le macchine.
C'è chi scrive il volantino, chi lo fotocopia, chi fa le buste e chi fa il postino.
La notizia arriva quindi alle famiglie che si riuniscono e valutano la proposta dei bambini, in termini di fattibilità reale.
"Si può fare", dicono.
Poi i giorni successivi ci sono le lezioni di pesca.
Come è fatta la canna, come si fa una montatura, come è fatto l'amo, cosa sono i galleggianti, quali sono i pesci che si possono pescare studiandone caratteristiche e abitudini.
Si va nel campo a fare le prove dei lanci.
Poi arriva il giorno designato.
E così il 31 marzo una delegazione di Serendipità ha conquistato la Spiaggiola, piantando ombrelloni e stendendo teli, asciugamani e coperte.
Si pesca, si mangia, si gioca, si legge, si ride, si fa l'assemblea marina e si cammina lungo la spiaggia.
Succede che il mare a inizio primavera sia un mare generoso, che compensa la penuria di pesci con tanti regali portati a riva dalle mareggiate.
Così si procede alla realizzazione di un piccolo museo degli oggetti smarriti che permettono di stuzzicare la fantasia, e così ci lasciamo trasportare dalle onde dell'immaginazione facendo supposizioni e inventando storie dietro quegli oggetti bizzarri.
Succede anche questo in una scuola libertaria e succede anche che ogni tanto ci sia qualche giorno di vacanza al quale rubare mezz'ora di tempo per raccontarvi di noi :)
Significa imparare a modulare le proprie scelte in relazione agli altri.
Significa negoziare, ascoltare sè stessi e gli altri, in un processo continuo di confronto e relazione.
Ma soprattutto significa partecipare.
L'organo vitale della scuola libertaria diviene pertanto l'assemblea.
Nella nostra scuola esistono due livelli assembleari.
Quello dei bambini e quello degli adulti.
I bambini oltre a proporre e organizzare le giornate quotidiane, capita che facciano proposte più complesse ed elaborate, tipo girare un documentario, fare una gita, visitare una città che a loro interessa o organizzare un evento.
E capita che tra i bambini ce ne siano diversi appassionati di pesca e che questi propongano una gita al mare, per pescare naturalmente.
Si passa così alla seconda fase, quella di organizzazione vera e propria.
" Solo chi partecipa all'organizzazione può andare in gita" decidono.
E così eccoli in cerchio, con un segretario che appunta quello che viene deciso, riassumendolo in un cartellone a disposizione di tutti, corredato da disegni per permettere anche ai più piccoli di capire il frutto del lavoro in maniera didascalica.
Si parla di dove andare, di cosa portare e di come fare con i trasporti.
Si usano pezzetti lego e basi per capire come organizzare le macchine.
La notizia arriva quindi alle famiglie che si riuniscono e valutano la proposta dei bambini, in termini di fattibilità reale.
"Si può fare", dicono.
Poi i giorni successivi ci sono le lezioni di pesca.
Come è fatta la canna, come si fa una montatura, come è fatto l'amo, cosa sono i galleggianti, quali sono i pesci che si possono pescare studiandone caratteristiche e abitudini.
Si va nel campo a fare le prove dei lanci.
Poi arriva il giorno designato.
E così il 31 marzo una delegazione di Serendipità ha conquistato la Spiaggiola, piantando ombrelloni e stendendo teli, asciugamani e coperte.
Si pesca, si mangia, si gioca, si legge, si ride, si fa l'assemblea marina e si cammina lungo la spiaggia.
Succede che il mare a inizio primavera sia un mare generoso, che compensa la penuria di pesci con tanti regali portati a riva dalle mareggiate.
Succede anche questo in una scuola libertaria e succede anche che ogni tanto ci sia qualche giorno di vacanza al quale rubare mezz'ora di tempo per raccontarvi di noi :)
domenica 29 marzo 2015
Ode al lavoretto. No scherzavo...odio il lavoretto
E' Pasqua e immancabilmente le temute pulizie si avvicinano.
Ho deciso di partire da quelle virtuali e sistemando le cartelle mi sono imbattuta in questo documento, scritto di getto 4 anni fa, estenuata da uno dei flagelli che affliggono l'infanzia, il lavoretto.
Mi auguro che nessuno si senta offeso nè giudicato, prendetelo come una riflessione ironica di una giovane mamma all'epoca 23enne, alle prese con alberelli friabili e scatole di bigliettini da sistemare.
Buona lettura
Lavoretto, scusate ma devo proprio dirvelo, quando sento la
parola “lavoretto” mi sento male.
Comune definizione di “lavoretto” : artefatto omologato
realizzato per l’80% dalle insegnanti e dal 20% dai bambini ma in maniera
guidata dalle insegnanti.
Scopo del lavoretto: gratificare il genitore e
dimostrare allo stesso che il bambino quando è a scuola fa tante cose
interessanti, creative e divertenti. Quindi quant’è bravo il bambino e che
brava maestra che ha.
In realtà il lavoretto porta via tantissimo tempo alle
insegnati ( reperimento materiali, preparazione dei pezzi da assemblare),
occorre trovare un momento in cui “braccare” i bambini per fargli fare la loro
parte tipo impiastriccare la mano nel colore e poi lasciare una smanata su un
foglio, la quale verrà pazientemente tagliata dalla maestra, incollata su un
altro supporto dove verranno applicati altri materiali e scritte frasi a forte
impatto o a ricordi di momenti vissuti dai bimbi.
Ma mentre le insegnanti si danno tanto da fare, i bambini
cosa fanno ? Scorrazzano liberi per l’aula o sono impegnati in altre attività o
le insegnanti si lasciano il lavoro di montaggio dei pezzi e messa in bella
dell’opera per altri momenti tipo dopo cena…?
Questo lo lasciamo alla vostra fantasia, alle vostre
esperienze di contatto con il mondo della scuola e alla vostra fiducia e buona
fede.
Inoltre, cosa ne è dei lavoretti una volta giunti a casa?
Nella migliore delle ipotesi la mamma lo accoglie con grande gioia, lo sistema
nel migliore angolo della casa mostrandolo a tutti coloro che entrano : “guarda
cosa ha fatto Giovannino oggi a scuola! “, questo se si tratta del primo
lavoretto naturalmente. Quando la carovana inizia ad aumentare, quando la
polvere accumulata tra gli interstizi della carta igienica mummificata con
della colla vinilica si dichiara repubblica autonoma allora si che iniziano i
problemi.
La mamma inizia a vedere i lavoretti come nemici, deve
fingere stupore e gioia quando il figlio li porta a casa, nel frattempo sta
però studiando la maniera per farli sparire o segregare nell’angolo più remoto
dello sgabuzzino. In questa secondo ipotesi il problema è semplicemente
rimandato di 18 anni…
Ma la domanda è questa: a cosa servono i lavoretti ? Abbiamo
visto che sottraggono molto tempo all’attività scolastica, sono quindi
necessari?
Non sarebbe forse meglio creare un’apposita area dove i
bambini possano essere liberi di entrare e creare ciò che desiderano
utilizzando diversi materiali, strumenti e supporti che trovano sempre a
disposizione e pronti per l’uso?
Credo che sia molto più sano educare un bambino alla
scoperta della propria creatività piuttosto che all’indottrinamento estetico.
Credo che sia buono e giusto immergere i bambini in un clima
artistico sereno e positivo, esporli al’arte e al buon gusto il più possibile,
senza forzature. Agire sempre in maniera indiretta attraverso l’ambiente, ad
esempio lasciando quadri o libri d’arte a disposizione dei bambini.
Una contaminazione silenziosa che deponga in loro il seme
della bellezza e che venga lasciato maturare secondo il suo tempo e libero di
esprimersi nel momento in cui esploderà in tutta la sua rigogliosità.
Credo che i lavoretti e la sciocca mania di farli ovunque e
comunque annienti la libera espressione dei singoli bambini.
Inoltre mina la loro autoaffermazione e sicurezza personale,
nel dover portare a termine lo stesso lavoro i bambini inevitabilmente compiono
dei paragoni con gli altri, si confrontano e si giudicano.
Diventando i peggior giudici di se stessi. Ho visto bambini
rifiutarsi di toccare un colore autoescludendosi da questa importantissima
forma di espressione perché non si sentono abbastanza bravi, perché tizio sa
fare meglio e caio non fa fuori dai margini.
Ah, avevo dimenticato di dire che si tratta di bambini di
4-5 anni.
Ledere l’autostima di un bambino in fase pre-scolare in nome
del dio lavoretto mi sembra una forzatura ingiustificabile.
Il più bel frutto e risultato da portare a casa per un
genitore non dovrebbe essere la serenità del bambino, lo sviluppo della sua
autonomia e della sua identità?
Le scuole non dovrebbero lavorare su questo? Sul lungo
traguardo, quello della vita??
lunedì 2 marzo 2015
18-19 aprile workshop teorico-esperenziale alla scoperta di una realtà di educazione libertaria
Siete curiosi di conoscere da vicino Serendipità?
Volete saperne di più sull'approccio educativo libertario-democratico?
Siete interessati a capire come gestire praticamente la libertà dei bambini all'interno di una realtà scolastica?
Allora questo workshop fa per voi.
Vi aspettiamo il 18 e 19 aprile a Serendipità.

Questi saranno i temi trattati:
- educazione libertaria in macro( cenni storici, principali caratteristiche, esperienze esistenti) e in micro ( approccio libertario giorno per giorno, racconto della nostra quotidianità);
- gestione rapporto con i genitori;
- gestione della libertà;
- educazione emotiva;
- intelligenze multiple e multipli linguaggi;
- contatto con la natura.
Alla parte teorica sarà affiancata una parte pratica.
Il workshop è rivolto a insegnanti, educatori e genitori.
Per ricevere maggiori informazioni riguardo vitto, alloggio, costi e orari, potete mandare una mail a lilliput2009@hotmail.it
Volete saperne di più sull'approccio educativo libertario-democratico?
Siete interessati a capire come gestire praticamente la libertà dei bambini all'interno di una realtà scolastica?
Allora questo workshop fa per voi.
Vi aspettiamo il 18 e 19 aprile a Serendipità.

Questi saranno i temi trattati:
- educazione libertaria in macro( cenni storici, principali caratteristiche, esperienze esistenti) e in micro ( approccio libertario giorno per giorno, racconto della nostra quotidianità);
- gestione rapporto con i genitori;
- gestione della libertà;
- educazione emotiva;
- intelligenze multiple e multipli linguaggi;
- contatto con la natura.
Alla parte teorica sarà affiancata una parte pratica.
Il workshop è rivolto a insegnanti, educatori e genitori.
Per ricevere maggiori informazioni riguardo vitto, alloggio, costi e orari, potete mandare una mail a lilliput2009@hotmail.it
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