domenica 22 settembre 2013

a caccia del verde


Carissimi,
domenica 29 settembre inaugureremo l’inizio dei laboratori per bambini nella nuova scuola Serendipità.
Questa domenica costruiremo una pressa per fiori ed un piccolo erbario.
Poi faremo una passeggiata nei campi e boschetti circostanti per raccogliere fogli e fiori da iniziare a catalogare....
Il laboratorio è rivolto a bambini dai 3 anni in su, il contributo per il laboratorio è di 8 euro a bambino.
Avrà inizio alle ore 10:00 e terminerà alle 12 circa.
Per partecipare occorre prenotarsi, essendo il laboratorio a numero chiuso vi consigliamo di iscrivervi quanto prima.
Per info e iscrizioni potete chiamare il 3406616825 o mandare una mail a lilliput2009@hotmail.it


Come raggiungerci:
Superate San Paterniano, girate a sinistra per Villa San Paterniano, dopo 500 mt sulla vostra sinistra troverete un cartello con scritto b&b hammam (andate piano perché non si vede molto bene), girate lì, la nostra è la prima casa sulla destra.

venerdì 20 settembre 2013

riunione dei genitori

Di ritorno dalla scuola. Dopo 15 ore.
15 ore che non possono essere definite lavoro.
15 ore di vita, trascorse con chi vita lo è da poco e chi da un po' di più.
Dalla scuola abbiamo visto il sole salire, lo abbiamo sentito picchiare a mezzogiorno, scendere e goderci la luna che faceva capolino. Tutti insieme.
Oggi è venerdì, giorno di riunioni per i bambini e i genitori di Serendipità.
Ogni due settimane ci vediamo con le famiglie per confrontarci su come sta procedendo la scuola, da due punti di vista, il nostro e il loro.
Noi narriamo le avventure che viviamo, i progressi che scorgiamo, le modifiche necessarie al progetto in itinere e le nuove proposte.
I genitori d'altra parte ci riportano la scuola con i loro occhi, quelli con i quali guardano i loro figli una volta tornati a casa; con le loro orecchie, con le quali ascoltano i racconti che i bambini fanno; con il loro cuore, che coglie quello che i bambini non dicono.
I genitori erano tutti presenti, tranne un paio, per impegni concomitanti.
E anche tutti i bambini erano con noi, e tra loro c'era chi non era mai tornato a casa dalle 8:00.
I piccoli sono stati tutti bravissimi, hanno gestito bene la stanchezza, hanno giocato fuori in giardino lasciandoci campo libero dentro la scuola per confrontarci.
E anche alcuni papà sono stati molto in gamba, hanno gestito bene la stanchezza, hanno giocato fuori in giardino con i bambini ... ;)

La riunione di Serendipità prevede un confronto alla pari con le famiglie, come co-responsabili della crescita dei bambini.
Seduti in cerchio abbiamo la possibilità di guardarci negli occhi, tutti, senza ostacoli.
Ognuno è importante, nessuno è al centro della scena, nessuna lezione frontale.
Ogni genitore può proporre, criticare, raccontare.
Ci siamo accordati sui turni per i giorni a seguire, per portare i bambini in biblioteca, per fare la spesa, per lavare i piatti, ecc..
Abbiamo proiettato le foto scattate in queste prime due settimane di scuola, come quando da piccoli guardavamo le diapositive. Tutti insieme, al buio, il muro che magicamente si fa schermo.
E tutti insieme come una famiglia a sorridere delle facce buffe dei nostri figli, a commuoverci per delle foto particolarmente belle, a ridere di scatti divertenti, e in quel momento i figli erano di tutti.
Ci siamo divisi in gruppi di lavoro che si occupano di tematiche specifiche: gruppo pedagogico, giornalino, cura dell'area esterna, orto.
Sono gruppi ai quali si può partecipare facoltativamente, con lo scopo di organizzare al meglio la gestione che comporta una scuola come la nostra, di approfondire argomenti educativi e di sentirsi parte attiva del posto che il proprio figlio vive, frequenta, respira quotidianamente.
Prendendo le adesioni ai vari gruppi siamo rimaste colpite di come i genitori si fossero segnati senza troppo pensarci.
Abbiamo fatto passare un foglio, timidamente, con il timore che sarebbe potuto tornare indietro con degli spazi vuoti.
Invece quando lo abbiamo ripreso in mano, ci siamo lasciate stupire da una lunga lista di nomi.
A questo punto vorrei ringraziarvi.
A tutti voi genitori, grazie.
Perché avete sempre creduto in noi.
Perché ci avete ascoltato, ci avete dato tempo.
Avete permesso alle cose che vi dicevamo di sedimentarsi dentro di voi.
Perché ci avete dato fiducia e non avete mai smesso di dimostrarcelo.
Perché vi siete messi in gioco, avete compreso l'importanza della vostra presenza e non vi siete mai risparmiati.
Ringrazio chi ha sacrificato vacanze, viaggi, riposo, finesettimana, tempo, risorse.
Ringrazio tutti, perché quando abbiamo passato brutti momenti, vi siete stretti forte forte attorno a noi, come una famiglia.
Avvolte dal vostro calore abbiamo potuto riposare gli occhi stanchi dalle lacrime,  e quando eravamo pronte avete allargato le vostre braccia, ed eravate tutti lì attorno a noi, con un dolce sorriso sulle labbra.
E noi siamo rinate.
Grazie per esserci.






giovedì 19 settembre 2013

Prima gita

Secondo giovedì di scuola, prima gita per i piccoli di Serendipità.
Per noi niente pulmini, niente cartellini al collo in caso di smarrimento in stile bagaglio nella stiva, ma solo stivaletti di gomma e tanta voglia di scoprire cose nuove.
Decidiamo di fare una gita a sorpresa, i bambini non sanno nulla.
Ieri, Osimo, San Giuseppe, patrono della città, festa in suo onore.
Nel marasma di persone che si accalcano lungo il corso scorgo Mario, il nostro vicino ultraottantenne. Lo fermo, "Mario, possiamo venirti a trovare con i bambini", " Certo, quando volete", " Anche domani?", " Si, si, anche tutti i giorni".
E' bastato poco, nessuna telefonata, nessuno stress da organizzazione, solo due scambi di battute.
Durante l'assemblea mattutina avvisiamo i bambini della possibilità di fare una gita.
Chiediamo loro, sapete cos'è una gita? Tutti i bambini che hanno avuto esperienze scolastiche presso altre scuole rispondono, " certo che lo sappiamo, è quando si prende il pulmino". Proviamo ad indagare, cos'altro si fa oltre a prendere il pulmino?? Ma le loro risposte deviano sempre sul pulmino.
Deduciamo 2 cose:
- i bambini adorano il pulmino;
- la gita che hanno fatto non ha lasciato molta traccia in loro.
Cos'è una gita allora?
Mi torna in mente un passaggio della pedagogia della lumaca, quando Gianfranco Zavalloni incinta gli insegnanti a portare i loro alunni in gita in bici o a piedi e riporta le parole di Franco Cassano sul valore della passeggiata:
" Passeggiare è un'arte povera, un far niente pieno di cose[..] Passeggiare vuol dire partire per arrivare, ma senza impegno, perché ci si può fermar prima, cambiare percorso, inseguire un'altra idea, prendere una strada secondaria, fare una digressione.[...] Passeggiare talvolta è un perdersi breve, in un piccolo spazio, una microfisica dell'avventura, da cui si torna con una storia da raccontare. [...] Passeggiare non serve per tenersi in forma, ma a dare forma alla vita, a farle capire le proporzioni, è la modesta preghiera degli arti inferiori".
Mi piacerebbe che i bambini della nostra scuola scoprissero la bellezza della passeggiata, dei tempi lenti, della possibilità di cambiare percorso o idea strada facendo, di essere gli attori del proprio viaggio, non gli spettatori davanti ad un finestrino che si affaccia su un paesaggio che corre sempre troppo veloce.
La gita dovrebbe essere un momento per uscire dalla scuola, per vedere il mondo, per scoprire cosa c'è aldilà del cancello, oltre il parcheggio, verso l'orizzonte.
Una gita dovrebbe essere scelta da tutti, ognuno dovrebbe avere la possibilità di fare la sua proposta di gestione del tempo concesso per stare fuori.
Sennò sarebbe come essere dei turisti ciechi, sordi e muti. Dietro ad un adulto che ti dice dove andare, come andarci, cosa vedere, quando smettere di vederlo, senza possibilità di dare spazio all'imprevisto, all'incidente.
Così su due piedi, abbiamo preso la decisione di andare in gita, senza averla organizzata, ma con l'idea di seguire gli eventi, gli spunti dei bambini e le situazioni che si sarebbero presentate.
Parto con 9 bambini.
Dobbiamo camminare un po', poi attraversare la strada e siamo arrivati dai nostri vicini, Mario e Domenica.
La strada non è molta, ma già scopriamo cose che il pulmino non ci avrebbe permesso di vedere.
Nello stradino di ghiaia ci sono dei punti dove i sassolini se ne sono andati e con un legnetto possiamo disegnare, se camminiamo al contrario in salita facciamo meno fatica, è arrivata la posta, e non ce n'eravamo mai accorti.
Per attraversare la strada scopriamo che non basta guardare, ma occorre soprattutto ascoltare.
Dove le auto passano raramente arriva molto prima il suono che l'immagine.

Arriviamo da Mario e Domenica, suoniamo.
Niente.
Proviamo a chiamarli all'unisono, ancora niente.
Chiedo ai bambini : " E adesso? Che si fa?"
Io che già immaginavo di dover far dietrofront e ripiegare su qualcos'altro sento loro che dicono " Li aspettiamo", come se fosse l'unica risposta possibile.
Decido di ascoltarli.
Nel frattempo scopriamo che se stiamo troppo al sole iniziamo a vederci male....
Giriamo la casa e troviamo un meraviglioso campo dove attendere, la più bella sala d'aspetto che io abbia mai visto.
Nel cielo ci sono le nuvole, sembrano pesci, pesci che nuotano.
Proviamo a nuotare come loro.
Vediamo in lontananza dei grandi trattori, sputano la terra.
Alcuni si sdraiano, chiudono gli occhi, gioisco della loro leggerezza.
Stiamo lì una mezzoretta, poi vediamo il cane, Camilla, che si agita, fa le feste. Domenica è tornata.
I bambini la chiamano a gran voce, ci viene incontro, felice di vederci.
Ci fa entrare, prima tappa, casa sua.
I bambini di fronte a tante porte chiuse chiedono cosa ci sia dietro, Domenica non sta più nella pelle di fronte a cotanta curiosità.
Apre porte, mostra stanze, camere da letto, bagni, garage, orgogliosa di quello che ha costruito. Quella è tutta la sua vita, e ce la mostra con grande fierezza.
Le chiediamo degli animali. Ci assicura che ci li avrebbe mostrati ma non prima di essere passati per la sua cucina. Tira fuori succhi, bibite, biscotti, bicchieri, piatti, sedie. Sembra il compleanno di qualcuno.
I bambini sedotti da questa figura a metà tra una nonnina e una creatura delle fiabe si siedono senza proferir verbo, mangiano i biscotti, provano ad imbastire un dialogo con Domenica che però risponde solo " MAngia, mangia, non fare complimenti. Ne vuoi ancora?? Mangia". Provo a spostare l'argomento sugli animali, sul perché della nostra visita, ma vengo zittita anche io con un biscotto.
Ostaggi delle sue premure siamo tutti sulla stessa barca, io con loro, tutti nipoti da sfamare ai suoi occhi.
E come nella più classica delle fiabe è il più piccolo a salvare la situazione, rifiuta deciso un biscotto e dice : " Ma quando andiamo dagli animali?".
Domenica come ridestata da un sogno familiare, si blocca, lo guarda, guarda me, chiude la bottiglia che ha in mano e dice " andiamo dai".
Prima passiamo per il cucinino, ennesimo trofeo da mostrare.
A. le dice che è tutto molto bello, e i suoi occhi si riempono di commozione.
Il racconto prosegue con noi che andiamo nella fattoria, che vediamo i maiali, le pecore, i tacchini, i conigli, le galline, che raccogliamo piume e ce ne andiamo con mazzi di basilico da annusare.
I bambini sarebbero rimasti molto di più, io con loro, ma seppur all'insegna della lentezza la nostra gita deve volgere al termine.

Oggi abbiamo imparato tante cose importanti.
Che la gita non è il pulmino, che la fattoria non sono solo gli animali ma anche le persone che ci vivono, che a volte occorre mandar giù qualche biscotto controvoglia e che stare assieme, passeggiare con calma, senza nessuna ansia di dover raggiungere obiettivi prefissati è la più bella opportunità che si possa avere.











mercoledì 18 settembre 2013

ispirazioni


“ Ora sai che non sai. I bambini non sono così come pensavi che fossero, sono una cosa tutta diversa. Senza sapere bene dove ti porterà, tu stai cercando una strada.

Ti sei perduto? Ricordati che non è un disonore smarrirsi nell’immensa foresta della vita. Anche se hai sbagliato strada guardati in giro con curiosità e scorgerai un mosaico di immagini bellissime. Soffri? La verità nasce dalla sofferenza. […]  Sii te stesso, cerca la tua strada. Cerca di conoscere te stesso prima di voler conoscere i bambini. Renditi conto di che cosa sei capace prima di delimitare la sfera dei diritti e dei dovei dei bambini. Fra tutti quei bambini tu stesso sei un bambino che devi conoscere, allevare ed educare. Uno degli errori più perniciosi è pensare che la pedagogia sia la scienza del bambino e non dell’uomo.” 

Janus Korczak

lunedì 16 settembre 2013

Serendipità

Ci siamo.
Dopo averla tanto sognata, immaginata, costruita, eccola davanti a noi.
La nostra estate passata a lavorare sodo, a non concederci neanche un giorno di vacanza perché il tempo era poco, le tante serate dei vari cicli d'incontri trascorsi con i genitori a confrontarci hanno dato i loro frutti.
Serendipità è nata e sta bene.
E' nata di lunedì mattina, in una giornata di pioggia.
Ora stiamo approfondendo la nostra conoscenza.
I bambini intessono relazioni, nuovi amori sono nati e noi adulti siamo in costante osservazione per sostenerli al meglio nel loro sviluppo.
Tra le varie proposte che facciamo la natura circostante ci regala splendidi incontri e sorprese.
Ci piacerebbe potervi narrare questa meravigliosa storia giorno dopo giorno, ma sappiamo già che non saremmo in grado di mantenere la promessa.
Proveremo a fare del nostro meglio per rendervi partecipi di ciò che accade.
In passato alcuni di voi ci avevano chiesto in che maniera potevano sostenere la scuola.
Nella barra in alto a destra troverete la sezione "sostienici", dove troverete tutte le informazioni necessarie.
Vi anticipiamo che stiamo lavorando anche ad un giornalino, a breve vi aggiorneremo su come partecipare all'iniziativa.
un caro saluto dai serendipitesi