domenica 12 ottobre 2014

origini

Non ne parlo mai, ma dovrei.
Anzi, avrei dovuto farlo prima.
Serendipità non nasce dal nulla, no.
Serendipità è il coronamento di un sogno, un completamento di quello che è iniziato molto tempo prima.
Quasi sei anni fa per l'esattezza.
Tutto iniziò così:
Avevo 21 anni, giovane mamma di un bambino di 1 anno e qualcosa in più ( a quei tempi si contavano anche i mesi, i giorni e i secondi che ci separavano da quando ci annusammo per la prima volta).
Ero al primo anno di università.
La mia era una vita universitaria fatta di tette al vento durante gli esami, di una carrozzina sempre attaccata al fianco, e di un figlio che fino ad un anno ha frequentato regolarmente tutte le lezioni.
Logico che questa vita non sarebbe potuta continuare a lungo.
Così ho iniziato a pensare che mi avrebbe fatto molto comodo poter usufruire di un servizio flessibile dove poter lasciare il bambino durante i giorni e gli orari di lezione, magari per due-tre volte alla settimana con orario variabile.
Un posto bello, sicuro, con delle educatrici competenti e accoglienti.
Un luogo familiare, con del verde attorno magari.
Bhè, avrebbe fatto proprio al mio caso.
Purtroppo non esisteva.
E così quel qualcosa che cercavo e non c'era è diventato il mio progetto.
Nel febbraio 2009 è nato Lilliput.
Sono stati anni estremamente felici, ma anche faticosi.
Avviare un'attività a quell'età, con il piccolo che richiede attenzioni e l'università che impone scadenze non è stata una passeggiata.
Per fortuna ho avuto accanto uno splendido compagno e una bella famiglia alle spalle che hanno creduto in me quando gli altri scommettevano sul giorno della mia chiusura, aiutandomi a superare le difficoltà e a credere in quello che sembrava un lancio senza paracadute.

Lilliput ancora è lì, portato avanti da 3 ragazze che si sono messe in discussione, hanno creduto in quello che proponevo e praticavo giorno dopo giorno, contro tutto e tutti.
Lilliput è un piccolo scrigno dentro un parco pubblico.
Una casa dei sogni, la casa di marzapane di Hansel e Gretel, ma senza strega.
A lilliput c'è un pezzo del mio cuore, e ogni volta che ci metto piede per seguire le ragazze che ci lavorano affondo i pensieri nei ricordi di quelle piccole meravigliose creature che mi hanno aiutata a crescere, a lavorare, a scoprire, a non smettere mai di sognare e credere che non esista sogno impossibile.
Mettere piede lì dentro è una carezza alla ragazza che ero, che ha sacrificato giorni, notti, feste per non smettere mai di credere che al primo posto vengono i sentimenti, soprattutto nel lavoro.
E' una lacrima che scivola fino alla pancia, che ha contenuto quel piccolo uomo, senza il quale non sarei mai stata ciò che sono.
E io che volevo fare la trapezista.

Ora volo lo stesso, ma il trapezio non mi serve.




sabato 11 ottobre 2014

Atelier mostruoso

Venerdì 31 ottobre alle ore 17:00 siete tutti invitati a Lilliput per un laboratorio mostruoso per sconfiggere le paure!
Tra una tisana per i genitori e una merenda per i piccoli, cucineremo insieme dei biscotti mostruosi e costruiremo degli amuleti per tenere a bada i cattivi pensieri e i mostri sotto il letto.
Il laboratorio è rivolto ai bambini e alle bambine dai 3 anni in su, è gradita la presenza dei genitori per condividere insieme l'attività.
Il laboratorio ha un numero massimo di 15 bambini ed in caso di richieste in esubero verrà attivato un secondo "round" per il giorno successivo allo stesso orario.
Il contributo per ciascun bambino è di 7 euro.
Per informazioni e prenotazioni potete contattarci scrivendo una mail a lilliput2009@hotmail.it


martedì 7 ottobre 2014

25-26 ottobre workshop teorico-esperenziale alla scoperta di una realtà di educazione libertaria.

Siete curiosi di conoscere da vicino Serendipità?
Volete saperne di più sull'approccio educativo libertario-democratico? 
Siete interessati a capire come gestire praticamente la libertà dei bambini all'interno di una realtà scolastica?
Allora questo workshop fa per voi.
Vi aspettiamo il 25-26 ottobre a Serendipità.

Questi saranno i temi trattati:
educazione libertaria in macro( cenni storici, principali caratteristiche, esperienze esistenti) e in micro ( approccio libertario giorno per giorno, racconto della nostra quotidianità);
- gestione rapporto con i genitori;
- gestione della libertà;
- educazione emotiva;
- intelligenze multiple e multipli linguaggi;
- contatto con la natura.
Alla parte teorica sarà affiancata una parte pratica.
Il workshop è rivolto a insegnanti, educatori e genitori.

Per ricevere maggiori informazioni riguardo vitto, alloggio, costi e orari, potete mandare una mail a lilliput2009@hotmail.it

mercoledì 24 settembre 2014

mosti e altre storie

Serendipità: lo scoprire qualcosa di inatteso e importante che non ha nulla a che vedere con quanto ci si proponeva o si pensava di trovare. Attitudine a fare scoperte fortunate e impreviste; capacità di cogliere e interpretare correttamente un fatto rilevante che si presenti in modo inatteso e casuale.

Serendipità si conferma il nome perfetto per la nostra scuola, e per il nostro approccio educativo.
Ci sono i montessoriani, gli steineriani e noi saremo le serendipiane.

Un piccolo esempio accaduto questi giorni a conferma di quanto appena scritto.

L'altro ieri, ce ne stavamo belli belli nel campo a fare un passeggiata post merenda, quando ad un certo punto vediamo nel nostro terreno due cani.
La prima cosa che ho pensato è stata :" ecco che il presagio dei genitori si è avverato! noi nel campo e un branco di cani feroci e sconosciuti che ci attacca!"( forse non ho ancora affrontato il capitolo scenari drammatici dei genitori, ma credo che il titolo dica già molto...).
Per fortuna il realismo dei bambini mi è venuto incontro, salvandomi dai pensieri più strampalati di difesa contro i canidi di fronte a noi. Erano i cani dei vicini.
I nostri vicini ultra ottuagenari, Mario e Domenica, ricordate? Quelli che ci rimpinzano di biscotti quando li andiamo a trovare e che hanno la fattoria .
Insomma, i bambini corrono incontro ai cani, Camillo e Camilla, abbracciandoli e accarezzandoli.
Ora, il fatto è che non era mai successa una cosa simile, Camillo e Camilla non si erano mai allontanati prima d'allora.
Giustamente preoccupati, decidiamo di andare su dai cari vecchini, a restituire i cani, a controllare il loro stato di salute, a indagare sulla vicenda e... a mangiare qualche biscotto ovviamente ...
Partiamo con i cani, senza guinzaglio, ma che per fortuna ci ascoltano.
Ci sediamo sul ciglio della strada provando a fermare macchine.
Ora ( qui si apre un altro capitolo), io capisco che non è usuale vedere una ragazza vestita in modo strampalato ( di solito a scuola metto vestiti da battaglia, per intenderci quelli di mia nonna, cappelli, di paglia, stivali fluo, vestiti di vari colori il tutto corredato da almeno un paio di macchie di fango), con una reflex in una mano, un cestino di vimini nell'altra, sbracciare in mezzo alla strada per fermare le macchine (ricordiamo che la scenetta è corredata da un numero variabile di bambini con un'altra educatrice sul prato vicino la carreggiata). Ma da qui ad urlarmi che sono pazza o ad accelerare, o a sgranare gli occhi e mettere le sicure agli sportelli ne passa....
Tante volte ho provato ad indagare nella mente di tutti quelli che non si sono mai fermati per farci attraversare, pensano forse che verranno attaccati?! o che faremo loro l'elemosina? O che proveremo a vendergli dei cani?? Mah...

Comunque, tornando a noi, riusciamo a fermare una macchina, attraversiamo, con tanto di cani, ci arrampichiamo nel campo di Mario e Domenica e .... Serendipità!!
Mario, Domenica, Angelo e Angela ( rispettivamente figlia dei vecchini e marito), stanno per iniziare la vendemmia.
E allora che facciamo?
Però avevamo danza in programma... Pazienza, c'è da vendemmiare e vendemmieremo!
Se c'è una cosa che questa scuola mi ha insegnato e mi sta insegnando, è la capacità di lasciare tutti i piani e i progetti fatti, per seguire con fiducia quello che la vita ci offre.
Senza ansia, senza rimorsi.
Insegnare ai bambini, e non solo,  a prendere la vita per quello che è, uno scorrere di eventi, spesso imprevisti, ognuno dei quali ci mette di fronte a delle scelte, prendere o lasciare. Una sorta di continuo allenamento ai pesi che diamo alle cose. Inoltre è un invito alla lentezza, all'osservazione di quello che sta accadendo, alla flessibilità utile a stravolgere i piani, senza creare caos per i bambini, ma con la naturalezza necessaria per rendere quel momento improvviso una parentesi di crescita importante.
Un continuo promemoria a non essere arroganti nei confronti della vita, a non tentare di tenere tutto sotto controllo, sotto lo scacco della nostra paura, che ci impedisce di affidarci a ciò che accade.
Badate bene, noi a scuola abbiamo una programmazione molto definita, per niente affidata al caso.
Il confine è sottile, tra l'avere una programmazione ( quindi avere degli obiettivi e ipotizzare vie per raggiungerli) e l'essere pronti a modificarla a seconda degli eventi.
Gli obiettivi rimangono gli stessi, ci vuole grande elasticità a cambiare la via.

Mi sono persa di nuovo...
Eravamo nel campo, a vendemmiare, corro a scuola a chiamare tutti gli altri bambini interessati.
A questo punto, siamo 18, anzi 21 curiosi e volenterosi invasori.
Dopo aver vendemmiato, portiamo su con il trattore l'uva.
Gli acini vengono separati dai raspi, poi spostati su un torchio che fungendo da filtro, lascia passare solo il mosto. Questo viene poi spostato in una botte dove riposando diverrà vino.
Non me ne vogliano gli esperti di vino se ho fatto errori nei vari passaggi, in fondo sono una pazza che ferma macchine in mezzo alla strada...
Oltre agli odori, alle mani impiastricciate dai centinaia di acini che sono stati mangiati dai bambini con avidità e piacere estremo, provate a immaginarvi la scena, arricchendola con altri dettagli sonori.
Quelli dei discorsi tra Mario e Domenica, di origine abruzzese, e la figlia e il marito.
Tra loro battute e schiamazzi, con i bambini discorsi irripetibili per oggettiva impossibilità a tradurre il misterioso idioma da loro inventato per comunicare...

Alla fine riusciamo anche ad estorcere un litro e mezzo di mosto a Domenica e ce ne torniamo a scuola tenendolo alto come un trofeo.

Oggi, la seconda Serendipità.
Un amico ci chiama dicendoci che avrebbe avuto la mattinata libera, e se poteva esserci d'aiuto in qualche modo.
Non ci saremmo certo lasciate sfuggire questa occasione, e così riguardando il video fatto ad Angela, dove spiega la ricetta delle ciambelle di mosto, trascriviamo ingredienti e dosi e mandiamo il nostro amico in missione.
Una volta arrivato a scuola, non c'è bisogno di dirgli nulla.
Infilata la parnanza eccolo già in mezzo ai bambini, a impastare, mescolare quello che all'inizio sembra un blob informe che progetta l'invasione e che poi, piano piano, acquista un aspetto civile e domabile.

La giornata alla fine si chiuderà con la scuola che profuma di mosto, con una ciambella gigante ( il mostro di mosto) 3 mega pani che domani diventeranno biscotti e bambini e adulti che non escono da scuola senza aver prima preso una fetta del mostro.


E noi, dovevamo fare danza....

L'ultimo pensiero di questa sera, va a tutti coloro che ci hanno aiutato,e che ci aiutano quotidianamente, ognuno con quello che può dare e sa fare.
In particolare questa sera ringrazio una nonna che oggi ci ha donato un'emozionante sorpresa, celata dentro una macchina da scrivere.




emily

domenica 21 settembre 2014

meno una?... no, una in più !

E la prima settimana è andata.
Dopo le continue richieste da parte di tutti i curiosi riguardo l'inizio di questa nuova avventura eccovi un breve resoconto di questi primi 5 giorni di Serendipità.
Serendipità è una comunità di persone che si ritrovano attorno a degli ideali, creando una cornice di intenti e valori all'interno della quale progettare in maniera condivisa le attività per i bambini che ne fanno parte.
Questa prima settimana è stata davvero idilliaca.
23 bambini, 4 adulti, 1 volontaria e un tempo davvero clemente.
Questi i numeri.
Poi ci sono le emozioni, quelle da nodi in pancia della scorsa settimana, che si sono sciolte immediatamente lunedì mattina di fronte alla serenità dei bimbi e dei loro genitori.
Le lunghe giornate sono trascorse con la rapidità tipica di quando si fa qualcosa di molto piacevole e appagante, con un senso di familiarità come tra chi si conosce da anni.
Il primo giorno durante la grande tavolata per il pranzo in giardino, mi è sembrato che non avessimo aperto da poche ore, ma da mesi.
Come se quello fosse il nostro posto da sempre.
Felici, attorno ad un tavolo degno di una rimpatriata di famiglia, con le farfalle sopra le nostre teste, i campi aperti attorno a noi in un abbraccio caldo e accogliente e un clima di totale benessere.
I nuovi bambini sono stati accolti dai "veterani" con la semplicità di cui solo i bambini sono capaci, amici da subito, senza distinzioni di età e sesso.
Nessun gruppetto, nessuna esclusione, ma fluidità nei loro rapporti, a seconda del gioco in corso.

E la programmazione? E le lezioni?? E le unità didattiche??? Ma...i progetti?!?!
Da noi la programmazione segue lo scorrere degli eventi, delle stagioni, delle individualità che mutano.
Certo, abbiamo un canovaccio che seguiamo, teorie di riferimento alle quale ci ispiriamo, ma tutto ciò che avviene accade perchè in quel momento ha un senso per i bambini, perchè nasce da un campo di girasoli secchi che cattura il nostro interesse, da una maglietta dei pirati che dà il via a un laboratorio di costruzione di vascelli di legno e vele cucite a mano dai mille colori.
Così nascono avventure, dense di significati ed emozioni.

Per i bambini delle elementari, ogni giorno è prevista un'ora e mezza di lezione, più un tutoraggio individuale.
Loro possono scegliere se partecipare o meno, e il rifiuto è accettato, permesso, tutelato.
Poi però se ne parla, si cerca di capire, di superare l'ostacolo e trovare il modo di garantire loro la costruzione della famosa cassetta degli attrezzi, necessaria alla vita.
Leggere, scrivere, contare, fanno parte della quotidianità.
Abbiamo osservato che accettare il loro rifiuto con tranquillità, permettendo di continuare a svolgere ciò che in quel momento interessa, non è una perdita, ma un guadagno.
Non associano alla lezione un significato pesante, di obbligo, di dovere, ma un piacere di cui godere quando vorranno.
E così accade che dopo essersi rifiutati di partecipare, li rivedi sbucare da dietro l'angolo, osservare dapprima per poi reinserirsi.
Accade così che alle 15:00 ti chiedono ancora di fare quelli che loro chiamano compiti, o che all'arrivo della mamma non vogliono andare perchè vogliono terminare delle attività di matematica.
Oppure che ti ritrovi bambini di 3 anni a lezione, con il quaderno e l'astuccio in mano, oggetti del desiderio per i quali hanno tanto pregato la mamma e il papà.
Con il nostro progetto cerchiamo di far innamorare i bambini alla scuola, al sapere, al desiderio di conoscere, come ricchezza per la loro vita e non come obbligo.
Il piacere deve essere del tutto personale e la motivazione intrinseca all'individuo, non estrinseca come nel caso del voto o del compito in classe.
Poi c'è chi dice : "devono abituarsi subito alla fatica della vita", ed io rispondo " ma tu manderesti un bambino di 6 anni a fare il militare perchè poi lo aspetta la guerra?!", e poi chi l'ha detto che la vita è una guerra, che occorre abituarsi al peggio?!?
La vita è ciò che noi costruiamo, immaginiamo.
Abituiamo i bambini all'ascolto, al rispetto e sarà questo che loro cercheranno e riprodurranno in seguito.
Utopia? Forse.
Eppure con la nostra esperienza parliamo di bambini sereni, curiosi, volenterosi, vitali e sorridenti.
Bambini che la mattina alle sei corrono a svegliare i loro genitori facendosi trovare già pronti con lo zainetto in spalla.

Certo per realizzare tutto questo, di lavoro a monte ce n'è tanto.
Ci sono rinunce, compromessi, accettazioni, sveglie alle cinque e mezza, e documentazioni di tutto quello che accade minuziose che richiedono tempo e spazio.
Ma facendo il bilancio di questa prima settimana, posso dire che non rivorrei nessuna delle cose che avevo prima.
Più tempo per me, più soldi, meno responsabilità.
Perchè vederli sbocciare è un grandissimo privilegio, che solo il tempo regala, accanto a degli adulti in gamba che credono ciecamente nel potenziale umano e sociale che la collaborazione crea.
Far parte di una comunità vera, è uno dei regali più grandi che la vita mi ha dato.
Credere in quello che faccio è un altro.
Lavorare 11 ore al giorno e tornare a casa totalmente rilassata e felice un altro ancora.

Nello specifico questa settimana è trascorsa così:
- siamo andati a trovare la strega nella sua casa, immersa tra i girasoli, con un compagno di viaggio che ci ha incantato con i suoi racconti, seduti e sdraiati sulla calda terra;
- siamo rimasti affascinati dal grande fuoco nel campo fatto dai papà, abbiamo poi osservato la cenere e lavato i panni come facevano i nostri nonni;
- abbiamo cucinato insieme;
- abbiamo studiato da vicino lombrichi, formiche, farfalle;
- abbiamo fatto lezione sull'erba;
- abbiamo creato, inventato, cucito e sfogliato libri d'arte nell'atelier;
- è stato indetto un concorso di pittura: "Ogni bambino potrà dipingere un ritratto del proprio animale. L'animale deve cercare di dipingere insieme al padrone, come due signori che lavorano spalla a spalla", con tanto di volantino, buste personalizzate e fidi postini a recapitarle;
- abbiamo studiato le lettere con i corpi, tra mille risate e la voglia di imparare ( che lettera è quella nella foto?!);
- abbiamo cantato, ballato, abbiamo riso fino alle lacrime.





Approfitto del post per dire che la nostra non è una realtà in opposizione alla scuola pubblica, è solo un tentativo di percorrere un'altra via, e come questa potrebbero essercene centinaia altre.
Ci piacerebbe leggere racconti di altre scuole, di altre realtà.
Ci piacerebbe anche poter avere confronti con più insegnanti possibili, perchè è un nostro profondo desiderio, quello del confronto e della cooperazione.
Chiudo lanciando un messaggio a tutte le insegnanti in ascolto, se siete interessate ad incontrarci, a creare un momento di scambio reciproco, scriveteci a lilliput2009@hotmail.it, noi provvederemo ad organizzare un incontro ad hoc.
Con affetto
emily